Si chiamano “Crémant” gli spumanti metodo classico prodotti in Francia fuori dalla regione della Champagne bensì realizzati in 7 regioni (tra cui Alsazia, Borgogna, Loira…) e anche in Lussemburgo. Ma non solo! La storia è lunga e complessa, perché fino al 1994 i Crémant erano prodotti anche in… Franciacorta! Con questo termine, infatti, sino al 31 agosto 1994 venivano indicati gli Champagnes elaborati in modo da sviluppare meno anidride carbonica quindi con una spuma più delicata degli champagnes tradizionali (la pressione nelle bottiglie risultava con un’atmosfera inclusa fra 3,5 e 4,5 bar, invece delle 6 atmosfere degli champagnes tradizionali). Solo da vent’anni a questa parte la produzione è stata regolamentata con precisione, portando a un riconoscimento dell’alta qualità dei vini. Un vero peccato, perché i Crémant avrebbero molto da dire! Tanto che i francesi stessi, a tavola, preferiscono bere Crémant anziché Champagne. La nostra degustazione di Lunedì 12 Giugno 2017 si incentrerà su cinque zone produttive caratterizzate da climi freddi che regalano grande freschezza e vivacità ai vini: Savoia, Jura, Borgogna e Alsazia in Francia e, per chiudere la degustazione, due rari Crémant di Lussemburgo.

LA STORIA – Fino alla data del 31 agosto 1994, il termine Crémant poteva essere utilizzato per designare un qualsiasi spumante prodotto nella Comunità Europea (compreso quindi lo Champagne) con una pressione minore in bottiglia (circa 4,5 atm) e, infatti, in Italia – ad esempio in Franciacorta – si produceva uno spumante Crémant con quelle caratteristiche (come il Satén), ma ad oggi tale nome è riservato solo ad alcuni vini prodotti con Metodo Classico all’interno della Francia in zone ben delimitate ai quali è stata conferita la classificazione di AOC (Appellation d’Origine Contrôlée).

DOVE VENGONO PRODOTTI I CREMANT? – I Crémant vengono prodotti in diverse zone della Francia: Alsazia, Bordeaux, Borgogna, Die (Rodano), Jura, Limoux (Languedoc-Roussillon), Loira e Savoia e, al di là dei confini francesi, in Lussemburgo e Vallonia. In Francia i più noti e pregiati Crémant sono quelli Alsaziani, ma la produzione coinvolge quasi tutte le regioni vinicole riconosciute del paese d’oltralpe.

QUALI UVAGGI VENGONO UTILIZZATI? – Vengono utilizzati differenti uvaggi, a seconda della regione di provenienza. Curiosamente viene prodotto ed accettato, anche dalla legislazione francese, un Crémant in Lussemburgo, detto Crémant de Luxembourg ottenuto dalla spumantizzazione di Pinot Blanc, Riesling, Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Gris. In Francia, oltre al Crémant d’Alsace, ottenuto con le stesse uve utilizzate nel Granducato, vengono prodotti il Crémant de Bourgogne, dallo Chardonnay, l’Aligoté e il Pinot Noir; il Crémant de Limoux, vinificato a partire dal Mauzac, lo Chardonnay, lo Chenin Blanc e il Pinot Noir (la Blanquette de Limoux deve avere almeno il 90% di Mauzac); il Crémant du Jura, per cui si utilizza la particolare Savagnin, lo Chardonnay, il Poulsard, il Pinot Noir, il Pinot Gris e il Trousseau; il Crémant de Bordeaux con le classiche uve bordolesi Sémillon, Sauvignon, Ugni Blanc, Cabernet Sauvignon e Merlot; il Crémant de Loire dallo Chenin Blanc, il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc; e il famoso Crémant de Die dalla Clairette.

IL DISCIPLINARE DEI CREMANT – L’espressione “Crémant” può essere usata soltanto per vini spumanti di qualità bianchi o rosati a denominazione di origine protetta prodotto in una delle regioni previste nella AOC e ottenuti con la seconda rifermentazione in bottiglia (come i Metodi Classici) a cui deve seguire una sosta sur lattes (affinamento su lieviti) di almeno 9 mesi, mentre l’uscita in commercio deve avvenire dopo 12 mesi dal tirage (fase di inizio della seconda fermentazione). Le condizioni imposte dal disciplinare (Regolamento CE n° 607/2009 della Commissione Europea del 14 Luglio 2009) sono le seguenti: le uve devono essere vendemmiate a mano; il vino deve essere prodotto con mosto ottenuto dalla pressatura di grappoli interi o diraspati; la quantità di mosto ottenuto non deve superare 100 litri per 150 chili di uva; il tenore massimo di anidride solforosa non deve essere superiore ai 150 mg/l; il tenore di zuccheri deve essere inferiore a 50 g/l. Inoltre il termine “Crémant” deve essere indicato sull’etichetta dei vini spumanti di qualità insieme al nome dell’unità geografica che è alla base della zona delimitata di produzione della denominazione di origine protetta. Si distingue dai normali vini spumante per la pressione atmosferica contenuta nella bottiglia che deve essere inferiore alle 5 atmosfere: il risultato è un vino con un contenuto di anidrite carbonica inferiore ai tradizionali champagnes e spumanti, con un perlage e una spuma più soffici. Infine, generalmente i Crémants vengono ottenuti da una stessa vendemmia, ossia sono quasi tutti millesimati (senza aggiunta di vins de réserve).

LE REGIONI CON LA MAGGIOR PRODUZIONE DI CREMANT:

  • Al 1° posto: Alsazia con 34 milioni di bottiglie (all’anno) vale a dire il 25% della sua produzione globale di vino;
  • Al 2° posto la Borgogna con 18,7 milioni di bottiglie;
  • Al 3° posto: la Loira con 11,5 milioni di bottiglie.

I CREMANT DI BORGOGNAIn Borgogna ben 1.115 ettari sono dedicati alla coltivazione delle uve per la produzione dei Crémant. Nella zona dello Chablis il suolo è in prevalenza calcareo, nella zona della Côte d’Or il suolo è argillo-calcareo o marno-calcareo mentre nella Côte Chalonnaise e Macônnaise il suolo è argillo-calcareo con sassi e ghiaia. La parcellizzazione segue gli affioramenti tettonici (climat). Il clima è semicontinentale caldo (inverni freddi, estati calde) e più mite nelle basse valli della Côte Chalonnaise e Macônnaise; l’Arrière Côte (plateau 200-600 m) scherma le piogge e la miglior esposizione è a sud e sud-est, protetta dai venti di sud ovest. L’escursione termica esalta i profumi. L’AOC Crèmant de Bourgogne è nata nel 1975 e l’ultima modifica è stata apportata nel 2010. Le uve rosse previste dal disciplinare sono Gamay, Pinot Grigio, Pinot Nero mentre le uve bianche sono Aligoté, Chardonnay, Melon, Pinot bianco, Sacy (con un 30% minimo di Chardonnay o Pinot e il Gamay per un massimo del 20%). La densità dei ceppi consentiti per ettaro è pari a 5.000 (con un massimo di 4.000 ceppi/ha in Hautes Côtes de Beaune e Hautes Côtes de Nuits), la resa massima è di 80hl a ettaro e la raccolta è manuale. Il tirage è permesso dal 1° dicembre dopodiché il vino deve riposare almeno 9 mesi in bottiglia e almeno 12 mesi prima della commercializzazione. Per i Rosé (vinificati solo per salasso o per macerazione breve) si utilizza Pinot Nero ed è consentito il Gamay fino a un massimo del 20%.

NADINE FERRAND – CREMANT DE BOURGOGNE BLANC DE BLANCSDomaine Nadine Ferrand perpetua dal 1984 la tradizione enologica della famiglia da quattro generazioni. Con sede a Charnay-lès-Macôn nel cuore della denominazione del Pouilly Fuissé, nel corso degli anni si è trasformata e si è sviluppata annettendo altri terreni fino a raggiungere una superficie complessiva di 10,5 ettari. Nell’anno 2000 Nadine è subentrata al marito rimodernizzando la cantina e aumentando la produzione di bottiglie fino a raggiungere quota 60.000. Si tratta di una. Le denominazioni prodotte da questa cantina pluripremiata (2 stelle su 3 nella guida Hachette) sono: Pouilly Fuissé, Saint Véran, Mâcon Solutré Pouilly, Mâcon Village, Mâcon Blanc. Sia in vigna che in cantina i produttori si sforzano di migliorare giorno per giorno le tecniche di vinificazione e la recente costruzione di una nuova cantina di ultima generazione ha permesso loro di combinare modernità e tradizione per produrre vini dal gusto unico. Il vino che degusteremo Blanc de Blancs Brut da uve 80% Chardonnay e 20% Aligoté viene prodotto con una vinificazione a 20°, decantando il mosto per 24 ore e con una permanenza di 16-18 mesi sui lieviti selezionati. I terreni sono argilloso-calcarei e il vigneto si trova su un versante orientato a est / sud-est tra i 250 e i 300 metri di altitudine. Le vigne hanno circa una media di 30 anni di vita I sentori ricordano profumi delicati con note floreali e agrumate, mentre in bocca c’è una dominanza citrina e un leggero retrogusto di pera. Di grande freschezza minerale e di elegante persistenza, si abbina bene a sushi, crostacei e pesce di mare.

BAILLY LAPIERRE – CREMANT DE BOURGOGNE BRUT 2016 – Nata nel 1972, la Bailly Lapierre riunisce 430 viticoltori e ha sede a Hameau de Bailly, nella Yonne. I terreni dei vitigni sono a prevalenza calcarea con sedimenti marini e le cantine sono scavate a 50 m di profondità nonché estese per 5 ettari (con una temperatura costante naturale di 12°C). La produzione è pari a 3 milioni di bottiglie e 1 bottiglia su 3 è destinata all’esportazione. Il Crémant de Bourgogne Pinot Noir Brut che degusteremo è prodotto con uve 100% Pinot Nero vendemmiate in cassette da 45 kg. Viene effettuata la fermentazione malolattica e il tirage è realizzato dal 1° gennaio con una permanenza di 16-18 mesi sui lieviti che dà vita a un Crémant di grande carattere, potente, pieno, con una bocca fruttata che ricorda i vini rossi. Numerosi i premi conquistati da questo vino, tra cui: Medaglia d’oro al concorso Générale Agricole 2014, Medaglia d’oro al concorso nazionale dei Crémant 2014, Medaglia di Bronzo all’International Competition Wine and Spirits Cellars 2014, Consigliato da Decanter 2014.

CHÂTEAU BONNET – CREMANT DE BOURGOGNE 2016 – Domaine viticolo dal 1630 proprietà della famiglia Perrachon dal 1973, Château Bonnet ha sede a Chapelle de Guinchay nel Beaujolais con un’estensione di 22 ettari e l’85% della produzione destinata al mercato francese. Si tratta di una cantina pluripremiata tanto e i suoi vini sono selezionati nella guida Hachette. La cantina ha ottenuto la Certificazione Terra Vitis per le pratiche rispettose dell’ambiente che mette in atto, tra cui: arricchimento del terreno con sarmenti triturati per limitare erosione e uso diserbanti, i trattamenti meno tossici e l’utilizzo di fertilizzanti organici. Il loro Crémant de Bourgogne 2016 che degusteremo viene prodotto da uve 100% Chardonnay appartenenti a vigne di 25 anni circa (con una densità di 7.500 piante per ettaro e una resa di 68 ettolitri ad ettaro) su suolo prevalentemente granitico. La permanenza sui lieviti è pari a 18 mesi e vengono prodotte circa 2.000 bottiglie l’anno. Si tratta di un Crémant leggero, fruttato al naso e persistente in bocca.

I CREMANT DI ALSAZIAI 15.000 ettari di uve destinati ai Crémant d’Alsace si trovano sulle colline a un’altitudine tra i 200 e i 400 metri ai piedi dei Vosgi in una zona di frattura su terreni caratterizzati da molteplici stratificazioni (granito, calcare, argilla, scisto e gres) e i vini sono caratterizzati da una spiccata mineralità e freschezza. Il clima è continentale e caldo poiché i Vosgi fanno da scudo: inoltre il vento Föhn alza temperature (+ 1,5° media anno rispetto a stessa latitudine) e la piovosità è la più bassa di Francia. L’AOC Crémant d’Alsace è nata nel 1976 e l’ultima modifica è stata realizzata nel 2011. Il disciplinare prevede una densità di 4.000 ceppi per ettaro, una resa di 160 q/ha o 100 hl/ha. La raccolta deve essere manuale, il tirage è consentito dal 1° dicembre e, dal momento del tirage, il vino deve affinare almeno 9 mesi in bottiglia e almeno 12 mesi prima della commercializzazione. A seguito del dégorgerment la pressione in bottiglia deve risultare di almeno 4 atmosfere. I vitigni autorizzati sono: Auxerrois, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero e Riesling ma l’uvaggio tipico è Chardonnay, Auxerrois e Pinot Bianco. In Alsazia la produzione del Rosé è molto rara e avviene da Pinot Nero 100% solo per salasso o macerazione breve. Il Crémant d’Alsace è il leader di mercato assoluto nell’ambito degli Spumanti francesi, basti pensare che il 30% degli Spumanti bevuti in Francia sono Crémant d’Alsace il quale rappresenta il 22% della produzione nella denominazione Alsazia AOC e il 18% dei terreni dell’AOC Alsace sono destinati alle uve vinificate per i Crémant.

MAISON MAURICE SCHUELLER – CREMANT D’ALSACE BLANC DE NOIR 2014 Maison Maurice Schueller è una cantina di famiglia di viticoltori dal 1650 di origine svizzera. Nel 1934 Edouard Schueller acquistato l’attuale domaine presso Gueberschwihr, un paesino medievale di 900 abitanti. Nel 1966 Maurice, il fratello minore di Edoardo, decide di iniziare a imbottigliare il vino e nel 1994 subentra Marc, il primogenito di Maurice e sua moglie Catherine che entra in azienda per sviluppare il business anche attraverso la ricerca di nuovi mercati. Oggi con un’estensione di 7,4 ettari di vigneti, producono 5.000 bottiglie da vitigni Moscato, Gewurztraminer, Riesling, Sylvaner, Auxerrois, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pino Nero. Il Crémant d’Alsace Blanc de Noir 2014 che degusteremo viene vinificato da uve 100% Pinot Nero provenienti da vitigni del 1976 (densità: 4760 ceppi/ha). Non viene utilizzato il liqueur d’expedition e i sentori che lo caratterizzano sono note acide con tratti di pesca bianca.

Nel prossimo articolo in vista della serata di Lunedì 12 Giugno vi daremo qualche anticipazione sugli altri 4 Crémant in degustazione provienti da Jura, Savoia e Lussemburgo.

Laura Grossi