Dopo il successo delle degustazioni dedicate ai PIWI che abbiamo realizzato durante l’8a edizione di Taste of Milano – la kermesse gastronomica internazionale che lo scorso maggio ha celebrato l’alta cucina nel mondo e di cui siamo stati Partner Tecnico – il prossimo Lunedì 3 Luglio torniamo a proporvi un percorso degustativo fra i vini ottenuti da incroci approfondendo il tema dei vitigni resistenti e le relative prospettive di una viticoltura sostenibile. Nella prima parte della serata ci concentreremo sui PIWI delle Terre Alte e a seguire sui PIWI di fondovalle.

Lo spostamento delle coltivazioni verso le Terre Alte è un processo dovuto in parte ai cambianti climatici e in parte alla saturazione agricola dei terreni di fondo valle. La degustazione vedrà il coinvolgimento di Produttori che investono in territori abbandonati a quote montane e che, grazie all’uso di varietà resistenti, rendono la viticoltura possibile in zone montuose producendo differenti tipologie di vino. Iniziamo a conoscere meglio le cantine e i vini che degusteremo nel corso dell’evento dedicato ai PIWI.

LE MERIDIANE (TRENTO) SANTA COLOMBA 2016 (BRONNER-SOLARIS A 800/900 MT)

La Cantina Sociale di Trento nasce nel 1956 per unire le forze e l’ingegno dei piccoli produttori della città e delle colline intorno. Un progetto ampio che vuole valorizzare il Trentino, un territorio che per posizione, orografia e condizioni pedoclimatiche, consente produzioni notevolmente diversificate.

Santacolomba IGT è un vino bianco ottenuto da varietá di vite Bronner, Solaris e Johanniter. Si tratta di incroci di viti che resistono alle malattie fungine e che riducono quindi drasticamente l’uso dei trattamenti fito-sanitari nei vigneti. Non è insito nelle varietà resistenti alcuna trasformazione genetica. Queste vigne – in particolari ambienti già naturalmente vocati per esposizione, altitudine, microclima – condotte con la buona e tradizionale pratica agronomica, consentono la produzione di uva senza l’utilizzo di fungicidi. Un rigoroso percorso di vinificazione in cantina permette poi il mantenimento di questa particolare diversità. La sostenibilità ambientale e la salubrità si uniscono per esaltare la qualità del prodotto.

Pratiche enologiche: la raccolta delle uve avviene verso la fine di settembre. Il mosto, separato dalle bucce, viene posto a fermentare a temperatura controllata (17/19°C) in recipienti di acciaio; sino al termine della fermentazione alcolica, segue il raffreddamento per favorire l’illimpidimento naturale. Successivamente il vino viene posto in piccoli contenitori per esaltarne le caratteristiche aromatiche. In tarda primavera avviene l’imbottigliamento.

Analisi organolettica: bianco paglierino brillante, al naso floreale con spiccate note agrumate di pompelmo rosa e cedro che si ritrovano anche al gusto, insieme ad una sensazione vegetale aromatica. Finale lungo lievemente amarognolo, che ricorda il miele di castagno. Un vino alpino, di montagna, che regala note olfattive intense ed è sostenuto da un’acidità importante.

Abbinamenti: si presta ad aperitivo ed a primi piatti estivi, come a freschi formaggi erborinati. Alcool: 12,5% vol.

EL ZEREMIA (REVO’ – TN) JOHANNITER IGT (JOHANNITER INNESTATO DI AROMERA A 750 MT)

La Cantina El Zeremia rappresenta il più grande produttore di Groppello di Revò. Augusto Zadra El Zeremia, lo storico titolare, discendeva da una famiglia storica nell’albo della viticoltura locale. Dai 20.000 metri quadri di vigneto vengono ricavate circa 6500 – 7000 bottiglie di vino suddiviso in tre tipologie: il Groppello d’annata vinificato in acciaio, la Johanniter un bianco aromatico a impatto zero e, infine, il vino che degusteremo nel corso del nostro evento: il Groppello selezione El Zeremia affinato per dodici mesi in barrique e derivante da vigneto storico, ultracentenario ancora su piede franco. Ora l’opera di El Zeremia viene portata avanti dal figlio Lorenzo che con l’aiuto dell’enologa della Cantina Pravis – Lasino Valle dei Laghi continua il lavoro iniziato con tenacia dal padre.

Vitigno Johanniter: La Johanniter è un vitigno a bacca bianca resistente alle principali malattie fungine che non necessita di alcun tipo di trattamento fitosanitario, come natura crea a impatto zero, studiato all’istituto di viticoltura di Freiburg in Germania.

Johanniter I.G.T: Il vino che degusteremo viene realizzato in una produzione molto limitata di circa 800 bottiglie all’anno da uve Johanniter coltivate in un vigneto impiantato nel 2009 con allevamento a guyot di 0,2 ettari di terreno sabbioso, calcareo con una pendenza al 40% che si trova il Località Sperdossi a 700 metri di altitudine. La resa per ettaro è pari a 40- 50 q/Ha, la vendemmia è manuale e viene effettuata nella seconda decade di settembre. La vinificazione è in bianco, con pressatura delicata e fermentazione a temperatura controllata. Dopo la maturazione in botti di acciaio per 5 mesi, il vino affina in bottiglia.

Esame organolettico: bianco paglierino, luminoso, profumo tipicamente fruttato. Figlio del Riesling, ha ereditato il dinamismo ed una spiccata sapidità che lo rende dissetante e aromatico. Grado alcolico 13%.

PRAVIS (VALLE DEI LAGHI) NARAN 2016 (SOLARIS IN PUREZZA)

Azienda Agricola Pravis: Completamente scavata nel terreno, la struttura della cantina, adagiata ai piedi di Castel Madruzzo, è completamente avvolta dalle rocce calcaree, esposta al sole come al vento che mitiga tutta la vallata. Ogni fase della trasformazione dell’uva in vino rispecchia la naturalità del procedimento. Difatti la tecnologia enologica è ridotta al minimo indispensabile: i chicchi, pigiati, finiscono per “caduta libera” nei tini di fermentazione, poi nelle botti d’affinamento e infine pure nei recipienti per l’imbottigliamento. I filari sono accuditi con rispetto nei vigneti del fondovalle rigoglioso, ma anche più su, fino alle quote più impervie. L’azienda ha messo a dimora, nel massimo rispetto della biodiversità e senza alcuna forzatura produttiva, numerose varietà di viti autoctone come la Nosiola e ha recuperato specie a rischio d’estinzione come il Negrara. Inoltre è riuscita, per primi in Trentino, a salvare il raro vitigno della val di Non, il Gropello di Revò.

Naran Solaris: il vino che degusteremo viene prodotto da vitigno Solaris coltivato in vigneti con sistema di allevamento a Guyot, collocati a Vezzano, a 350 metri di altitudine con esposizione sud ovest su terreno Dolomia con carbonato di calcio e magnesio, e una resa per ettaro di 40 quintali.

Vinificazione: Dopo una pressatura molto delicata, la fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata. Il vino matura in vasca per cinque mesi circa, e viene successivamente imbottigliato.

Esame organolettico: Caratterizzato da un olfatto particolarmente fruttato, ricorda il ribes bianco, le mele selvatiche ed il gelsomino. In bocca è intenso, dotato di una piacevolissima nota minerale finale, morbido ed equilibrato con una punta di acidità che lo rende mai stucchevole.

Nel prossimo articolo ci focalizzeremo sugli altri 4 vini che avremo in degustazione nella serata di Lunedì 3 Luglio, prodotti da altrettante aziende vitivinicole, questa volta – però – nel fondovalle.

Laura Grossi