Un viaggio nel tempo per capire come il vino evolve e si affina con il passare degli anni. È quello che ha organizzato per stasera, Giovedì 13 Luglio, FISAR Milano, in occasione del quale sarà possibile degustare vecchie e rare bottiglie, custodite gelosamente nelle cantine appartenenti a una collezione storica. Una serata esclusiva pensata per omaggiare quei vini dal lungo percorso, orgoglio di realtà storiche che ben conoscono l’importanza della longevità dei propri prodotti. Grazie alla memoria storica custodita potremo scoprire le potenzialità di invecchiamento di alcuni grandi vini italiani in una sfida ricchissima di fascino.

I VINI DI ANNATA – I grandi vini, se ben conservati, migliorano col passare degli anni. E ogni bottiglia di vino d’annata racconta una storia, che si trasmette di generazione in generazione consegnando il proprio testimone di persona in persona. Avremo la possibilità di assaggiare annate storiche di difficile reperimento sul mercato mettendole a confronto con gli stessi vini di annate più recenti in commercio dal 2010 in poi (oppure – ove non disponibili – con altre etichette rappresentative del produttore stesso o con vini recenti assimilabili per vitigno, territorio e caratteristiche di vinificazione).

I CABERNET – Nel corso della degustazione avremo modo di assaggiare Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Originari entrambi della regione di Bordeaux, nel circondario della Gironda, furono importati in Italia nel 1820 dal conte Manfredo di Sambury in provincia di Alessandria e nel 1996 viene dimostrato l’incrocio tra Cabernet Franc e Sauvignon Blanc.

CABERNET FRANCll Cabernet Franc ha probabile origine Illirica, progenitore del Cabernet Sauvignon, a volte confuso con il Cabernet Sauvignon o più spesso con il Carmenere. Il vitigno predilige terreni collinari argillosi , profondi e ciottolosi; i suoi grappoli sono di medie dimensioni, cilindrico-conici mediamente compatti e gli acini sono medio piccoli, sferici carichi di pruina di colore nero blu. Dà luogo a vini franchi ed equilibrati, dal profumo pulito e inconfondibile, che richiama gli aromi primari, con poco tannico. Le caratteristiche organolettiche sono rosso rubino brillante da giovane, granato se invecchiato; all’olfatto offre note di fumé epeperone, humus mescolati a mirtilli, ribes,lamponi, fragole, liquirizia, alloro, erbaceo; menta e cioccolato, violetta; balsamico. Infine al gusto è rotondo, ampio, caldo di medio corpo e fresco.

CABERNET SAUVIGNONIl nome del Cabernet Sauvignon ha origini incerte: potrebbe arrivare dall’ Epiro (“Carbonet”) oppure dalla Vitis Carbunica (vitigno greco “Kapnios”). Mentre “Sauvignon” è un’antica parola francese che significa “Selvaggio”. Il vitigno si adatta bene a terreni differenti, tuttavia preferisce i terreni argillosi, non fertili, dotato di grande stabilità produttiva. I suoi grappoli sono di medie dimensioni, cilindrico-piramidale e molto compatti. Gli acini presentano una buccia spessa e consistente, pruinosa di colore blu-nero. Dà luogo a vini : pregiati, sontuosi, raffinati, marcata presenza di tannini, adatti all’invecchiamento. Alla vista è rosso rubino intenso. All’olfatto presenta sentori di mirtilli, ribes nero, more, erbe alpine, tracce di sottobosco, rocce (grafite), note terrose, rabarbaro, prugne, eucalipto, cedro, tabacco e ciliegie sotto spirito, nonché di peperone, anice e olive Balsamico, speziato. Al gusto è maestoso, pieno, ampio, tannico con sentori di liquirizia e ha una buona componente acida.

ANNATE STORICHE A CONFRONTOAnalizzeremo le diverse etichette d’annata presentate, conosceremo le storie dei loro vignerons, i territori di produzione e raffronteremo le tecniche di vinificazione del passato con quelle attualmente in uso scoprendo quali tra queste hanno dato maggior prova di integrità e longevità. Approfondiremo, inoltre, quali sono i migliori metodi di conservazione dei vini per farli durare nel tempo e apprezzeremo le capacità di invecchiamento di ogni singola bottiglia.

I CABERNET IN DEGUSTAZIONE – Cominceremo dal Cabernet più “giovane” con i suoi 43 anni, per andare indietro nel tempo con due vini le cui uve sono state vendemmiate ben 46 anni fa, per terminare con un “ultracinquatenne” Cabernet del 1964 Che compie 53 anni: perle rare della storia vitivinicola italiana con denominazioni e vitigni in grado di sfidare i decenni.

  • Azienda Agricola Colutta Bandut (Manzano, Udine) – Cabernet Friuli 1974
  • Volpe Pasini (Togliano di Cividale, Udine) – Colli Orientali Friuli del Cabernet 1971
  • Cantine Nino Franco (Valdobbiadene, Treviso) – Cabernet 1964
  • Bauernkellerei (Caldaro, Bolzano) – Cabernet Alto Adige 1971

AZIENDA AGRICOLA COLUTTA BANDUT – Nel 1939 Antonio Colutta acquista un terreno a Manzano che gestisce a mezzadria producendo per il mercato locale. Nel 1968 i due figli Giansandro e Gianpaolo producono i primi Merlot e Tocai, mentre nel 1985 Giorgio, figlio di Giansandro, inizia un lavoro di espansione che porta a vendere anche fuori regione fino a che nel 1998 Giorgio ormai titolare dell’azienda inizia a promuovere i propri vini per il mondo. Oggi l’azienda possiede vigneti per una superficie pari a 18 ettari con vigneti a Manzano, Buttrio e Rosazzo in provincia di Udine (densità di 5.000/6.000 ceppi/ettaro) e una filosofia completamente eco friendly.

  • Il loro Cabernet Friuli 1974 (prodotto da uve Cabernet Sauvignon e Franc,  vendemmiate manualmente, con fermentazione non controllata e con conservazione e affinamento avvenuti in cemento, di grado alcolico pari a 13%) sarà messo a confronto con il ben più recente Cabernet 2013 della medesina azienda (da uve 100 % C.Sauvignon vendemmiate manualmente, fermentazione controllata, conservazione in acciaio e legno di quercia e affinamento in acciaio, barrique e botte, di gradazione alcolica pari al 13%) di un rosso rubino intenso con riflessi violacei, presenta sentori di erbaceo con sfumature di mirtillo e al gusto è asciutto con fondo erbaceo e rotondo.

AZIENDA VOLPE PASINI – I primi edifici relativi a questa azienda risalgono addirittura al 1596. Già nel XVII secolo si rintracciano le prime testimonianze legate alla viticoltura, ma è negli anni ’50 che l’azienda si concentra principalmente sulla coltivazione della vite e negli anni ’70 si focalizza sulla produzione di qualità e sull’ esportazione. Oggni, con vigneti a Togliano e Prepotto in provincia di Udine, per una superficie pari a 52 ettari, producono per il 60% bianchi e per il 40% rossi.

  • Il loro Cabernet del 1971 (da uve C.Sauvignon e C. Franc allevati a casarsa, di gradazione alcolica pari a 13,5%) sarà messo a confronto il più giovane Cabernet 2016 (da uve 85% C.Sauvignon e 15% C. Franc allevate a Guyot e Cappuccina e vendemmiate manualmente; fermentazione e conservazione in acciaio, di gradazione alcolica pari a 12,5%).

AZIENDA NINO FRANCO – Fondata nel 1919 da parte di Antonio di “Cantine Franco”, l’azienda cresce e si espande grazie all’attività del figlio Nino. Negli anni ’70 viene data un’impostazione moderna e vengono esclusi dalla produzione i vini che non identificano il territorio. Negli anni ’70-’80 si ha un’estensione della vendita ai mercati esteri (Europa-Americhe-Asia) e negli anni ’90 i vigneti vengono supportati da nuove tecniche d’impianto e utilizzo di vecchi cloni.

  • Dell’azienda Nino Franco degusteremo il Cabernet 1964 (da uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, con uvaggio acquistato dalle Cantine di Susegana, con invecchiamento in botti da 35 quintali e una gradazione alcolica pari a 12%). Di questo vino l’ultima annata prodotta è stata nel 1972.

AZIENDA KELLEREI KALTERN – La Bauernkellerei (Cantina dei Contadini) è stata fondata nel 1906/1908 a Caldaro. Nel 1992 si è fusa con la Jubiläumskellerei (Cantina del Giubileo) dando luogo alla Kellerei Kaltern che, improntata a un forte modello di cooperazione, oggi conta 300 ettari vitati e 400 soci con una produzione annua di 1.800.000 bottiglie e una resa per ettaro di 75 quintali/ettaro in media (45% varietà da vino bianco e 55% varietà da vino rosso).

  • Il Cabernet 1971 della Bauernkellerei sarà messo a confronto con il Kellerei Kaltern Cabernet 2014 (da uve 100% Cabernet Sauvignon, resa di 60 hl/ettaro, fermentazione malolattica e invecchiamento di 16 mesi in barrique con gradazione alcolica pari a 13,5%) che presenta un colore rosso rubino intenso, al naso sprigiona un fruttato maturo con profumo di more, ribes nero e pepe rosa e al gusto è ricco di tannini dettagliati con un palato ricco di frutto e un finale avvolgente e persistente.

Aspettiamo tutti coloro che sono riusciti a prenotarsi alla serata di degustazione (l’evento è sold out) stasera alle ore 20.00 presso sede di FISAR Milano in Piazza Aspromonte 35 a Milano per compiere insieme un viaggio nel tempo alla scoperta dell’evoluzioni di questi vini d’annata e delle storie che ognuno di loro cela in sè.

Laura Grossi