FISAR Milano si riconferma al vertice nelle competizioni che mettono a confronto i Sommelier FISAR di tutt’Italia. È stata, infatti, Olena Znakharyeva della Delegazione FISAR di Milano a conquistare il 1° posto nella Semifinale dell’area Nord Ovest lo scorso 11 giugno a Varazze, nella magnifica cornice dell’Hotel El Chico, aggiudicandosi il titolo di Miglior Sommelier del Nord Ovest FISAR 2017. Olena, insieme alla 2a classificata Elena Caldera (Delegazione di Biella) e al 3° classificato Ezio Gorretta (Delegazione di Alessandria) ha conquistato il diritto a partecipare alla Finale del concorso che si terrà il prossimo Novembre a Firenze nel corso del Congresso Nazionale della FISAR e in occasione della manifestazione Vinoè.

Dopo il successo di Lorena Lancia come Miglior Sommelier del 2016, FISAR Milano festeggia un altro grande traguardo della Delegazione in una gara che, misurando le capacità e le conoscenze dei migliori Sommelier, ha già premiato nei recenti anni le competenze tecniche e la professionalità dei nostri Sommelier attestando il livello di preparazione e la qualità dei corsi di FISAR Milano.

Conosciamo meglio la nostra Olena Znakharyeva, neo Miglior Sommelier del Nord Ovest 2017: 31 anni, nata e cresciuta in Ucraina e trasferitasi a Catania a 17 anni con la sua famiglia, ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del vino come Bartender in un hotel. L’Italia è diventata la sua casa, l’Etna dà vita ai suoi vini del cuore e alla Finalissima di Firenze guarda con un sorriso, con la voglia divertirsi ma anche con tanta determinazione verso il gradino più alto del podio, sognando in futuro di poter contribuire sempre di più allo sviluppo di una buona cultura del vino in Italia.

Come ti sei avvicinata al mondo del vino e come è nata la tua passione?

A 18 anni a Catania ho iniziato a lavorare presso un baretto a gestione familiare, poi in pizzeria e infine in un hotel. Ai tempi per me si trattava di lavoretti che mi permettevano di arrotondare, ma nella vita desideravo fare ben altro. Mi ero, infatti iscritta all’Università di Catania alla Facoltà di Economia Aziendale con l’obiettivo di intraprendere un percorso professionale nell’ambito del Marketing. La mia storia legata al Vino parte proprio dall’attività che svolgevo in hotel come Bartender. In seguito, lavorando in un Wine Bar in aeroporto, capitava sempre più spesso di imbattersi in clienti molto preparato sul tema, così – dopo aver fatto le mie prime figuracce dovute all’inesperienza – ho iniziato a interessarmi al vino e a studiare per conto mio.

Quando ha pensato che ti sarebbe piaciuto diventare Sommelier e perché hai scelto proprio FISAR?

Ad un certo punto, studiando da autodidatta, ho iniziato ad appassionarmi seriamente all’argomento e ho pensato che sarebbe stato interessante seguire un percorso di studi strutturato finalizzato a ottenere la qualifica di Sommelier. Lavorando nel settore, mi sono informata sulla differenza tra le diverse associazioni che organizzavano corsi per diventare Sommelier presenti nel Catanese e, quasi all’unanimità, mi è stato nominato Vittorio Cardaci di FISAR Catania che con la sua squadra punta innanzitutto sulla qualità. Li ho contattati per chiedere informazioni sul corso di primo livello e mi hanno conquistato fin da subito! Così è cominciato il mio percorso in FISAR. Poi il destino mi ha portato a trasferirmi in nord Italia e ho terminato gli studi alla Delegazione di Milano diventando Sommelier nel marzo scorso.

Ci sono stati dei “maestri”, o comunque delle figure importanti per la tua formazione da sommelier?

Tutta le persone fin qui incontrate mi hanno insegnato qualcosa di importante. Nel corso degli studi sono stata sempre circondata da tanti bravissimi Sommelier che mi hanno spronato ad affinare la tecnica per potermi migliorare sempre di più. Inoltre ho instaurato un legame forte con tanti Sommelier conosciuti in tutta Italia in diverse occasioni e manifestazioni: incontri preziosi con persone che coltivano la mia stessa passione e con cui il confronto è sempre arricchente.

Come hai deciso di partecipare al Concorso Miglior Sommelier d’Italia? Chi ti ha suggerito di iscriverti e chi ti ha incoraggiato?

Per partecipare al concorso mi hanno spronato soprattutto due persone alle quali oggi dico GRAZIE. La prima è senz’altro il Direttore del mio corso, Ornella De Boni, che ha avuto un ruolo fondamentale perché mi ha sostenuto dal primo momento facendomi credere nelle mie capacità. Vorrei ringraziare tutta la Delegazione di Milano per il sostegno, soprattutto il Segretario Emiliano Marelli, il Delegato Gianni Longoni e Lorena Lancia – Miglior Sommelier d’Italia 2016 – che ha fatto il tifo per me e mi ha dato tanti consigli in virtù della sua recente vittoriosa partecipazione al concorso.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato?

Le maggiori difficoltà sono state legate al fronteggiare le forti emozioni che convivevano in me prima e durante la prova, la responsabilità che sentivo verso le tante persone che stavano dimostrando di credere in me e il timore di deluderli.

Con quale spirito ti presenterai alla Finale di Firenze dopo il primo posto nella sezione Nord Ovest?

A Firenze andrò innanzitutto per divertirmi, per confrontarsi con gli altri validissimi concorrenti, per mettermi in gioco e in discussione al meglio… e, certamente, farò il possibile per vincere!

Qual è la dote più importante che deve avere un sommelier?

La dote più importante di un sommelier, secondo me, è la capacità di trasmettere la passione per il vino, la determinata bottiglia, il proprio lavoro.

Che legame hai con la tua terra?

Difficile da descrivere. Mi sento in tutto e per tutto italiana, ma c’è qualcosa dentro di me che rievoca sempre le mie origini.

Quali sono le zone vinicole che tu – appassionata di vino prima che Sommelier – prediligi? E il tuo vino del cuore?

Sicuramente è l’Etna la mia zona vitivinicola preferita perché rappresenta la mia “casa”. Per quanto riguarda i vini, dipende dalle occasioni in cui mi trovo, ma il vino che mi lega a un ricordo particolare è l’Etna Bianco Ante di Custodi delle Vigne dell’Etna.

Come ti piacerebbe mettere a frutto questa competenza in futuro? In quali ambiti?

Per quanto riguarda il mio futuro, ho imparato a vivere la vita giorno per giorno cercando di prendere il massimo a noi riservato. Un ambito su cui vorrei impegnarmi e a cui vorrei contribuire è l’ accrescimento della Cultura del Vino in Italia. Mi farebbe piacere vedere sempre di più persone che si avvicinano al mondo del vino con un’angolazione corretta: bevendo eventualmente meno, ma bene e con consapevolezza.

In futuro, ti vedi in Italia o ti piacerebbe fare un’esperienza professionale all’estero?

L’Italia è la mia seconda casa, anzi ormai è la prima.. Amo viaggiare, ma spero di continuare sempre a vivere e a lavorare in questa meravigliosa terra.

E infine, qual è un aforisma legato al vino che hai fatto tuo?

“La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporato sorso a sorso”.

Olena si contenderà il titolo di Miglior Sommelier del 2017 con i finalisti delle altre aree geografiche nella Finalissima di Firenze del prossimo Novembre che coronerà uno di loro quale Campione Italiano FISAR. A Olena va il grande il bocca al lupo e il sostegno di tutta la Delegazione di Milano!

Laura Grossi