Una serata dedicata al re delle bollicine, lo Champagne, è stata organizzata da FISAR Milano per il prossimo giovedi 11 maggio. In particolare avremo modo di conoscere un’azienda a conduzione familiare, la Marcoult Michel, che da generazioni crea cuvées espressioni di ben tre diversi territori. Nell’attesa di poter incontrare la famiglia Marcoult (saranno infatti presenti alla serata Francis e Florence) e di poterne apprezzare i prodotti, iniziamo a far volare la fantasia scoprendo qualcosa sulla storia di questi vignerons e sui territori dove operano.

STORIA DI UNA FAMIGLIA – Il domaine fu fondato da Michel Marcoult nel 1967, ma il loro legame con la terra si conta da ben 13 generazioni, di cui le ultime 8 dedite alla nobile arte della viticoltura. Ça va sans dire i Marcoult sono Recoltant Manipulant da sempre che, nel severo disciplinare della Champagne, sta a indicare coloro che producono ed elaborano le proprie uve con il divieto di acquistarne da altri e sono circa 4.750 su 15.800 viticoltori (obbligatoriamente, in questo caso, in etichetta si troverà la sigla RM). I Marcoult sono inoltre appartenenti alla categoria dei Vignerons Indipendent, ulteriore garanzia di prodotto di qualità nel rispetto del territorio. Ad oggi Francis, figlio di Michel, è responsabile del Domaine affiancato dagli altri membri della famiglia che rivestono ognuno un proprio ruolo. In particolare è stato rilevante il contributo di Julien approdato in azienda nel 2004 come vedremo in seguito. Come ogni azienda vinicola il cui obiettivo è il costante miglioramento della qualità, anche la Marcoult ha affrontato i suoi momenti di crescita come nel 1989, quando Francis ha succeduto il padre, con l’espansione dei vigneti e il rinnovo dei macchinari. Qualche data importante legata alla produzione la possiamo posizionare nel 1980 per esempio, anno in cui nacque e fu commercializzata la prima bottiglia con il marchio Jean-Marie Marcoult, mentre nel 1999 è stata creata la prima “cuvée speciale”. Attualmente si contano varie cuvée che hanno l’obiettivo comune di mantenere una qualità costante negli anni.

FILOSOFIA DELL’AZIENDA E LAVORO IN VIGNA NEL RISPETTO DELLA NATURAPieno rispetto della tradizione e del territorio sono da sempre il filo conduttore del loro operato, che si orienta verso una viticoltura di ispirazione biologica a cui ha dato una spinta l’arrivo di Julien in azienda. In vigna non vengono usati insetticidi ed è stato ridotto al minimo l’utilizzo dei diserbanti con l’acquisto di una forca con polverizzatore che permette di erogarne la metà .Viene inoltre praticato un inerbimento invernale di piante quali trifoglio, grano, erba medica che impediscono l’erosione e favoriscono la fornitura di azoto, uno degli elementi di fondamentale importanza per la crescita della pianta. La delicata fase della vendemmia manuale, di vitale importanza per ogni vigneron e ancor più nella Champagne, viene praticata da un’equipe di vendemmiatori che è la stessa da anni, in modo tale da garantire la qualità dell’operato e una conoscenza nella rigorosa selezione delle uve che avviene solo a maturazione completata.

DALLA VIGNA ALLA CANTINA – Come accennato in precedenza, l’arrivo di Julien in azienda ha contribuito a dare una spinta all’innovazione, per esempio apportando la vinificazione in legno per i vini base con la relativa creazione di una cantina dedicata ad ospitare le barriques. Introducendo la vinificazione in rosso e rosato, la cosiddetta saignée consistente nel lasciare le bucce di uva a bacca rossa a contatto con il mosto per poche ore limitando così l’estrazione del colore (da ricordare che in Champagne è ammesso il coupage, ovvero l’assemblaggio di vini bianchi e rossi per ottenere i rosati). Arrivata in cantina l’uva viene pressata in giornata in modo da impedirne il deterioramento e preservarne le peculiarità, utilizzando una pressa a piatto inclinato utile a conservare gli aromi. Il disciplinare della Champagne prevede due destinazioni per il succo di pressatura: la cuvée e il taglio. Nell’azienda Marcoult la selezione diventa più sottile proprio per conferire maggiore qualità e finezza nei vini che si andranno a creare, dando vita al primo succo, la cuvée A, la cuvée B e poi il taglio 1 e il taglio 2. Questi passaggi e i successivi avvengono in cantine termoregolate sempre con lo scopo di preservare e rispettare gli aromi e il mosto che, tra l’altro, non sempre necessita di malolattica. Per l’affinamento in botte i legni utilizzati sono di Champagne, Cognac e Borgogna dove i vini vi sostano minimo 2-3 anni. Tradizione quindi unita a tecniche innovative, perché è proprio in cantina che l’uva inizia a suggerire i tratti della sua personalità e del suo  territorio di nascita .

E FINALMENTE…IL TERRITORIO – In ultimo nell’ordine della nostra panoramica ma primo per importanza, il territorio dove l’azienda nasce, vive e produce. A 120 km circa da Parigi, il Domaine ha sede a Barbonne Fayel (nel territorio della Marna) ed i vigneti sorgono su tre zone differenti della Champagne che diventano carattere distintivo dei vini, diversità che si è quindi trasformata in forza per la famiglia! Nel nostro percorso immaginario incontriamo la prima delle tre zone, situata nella CÔTE DE SEZANNE, a Sud della Valle della Marna, ne è quasi il prolungamento. Qui l’azienda possiede 250 ettari coltivati per il 60% a Chardonnay, mentre i restanti comprendono Pinot Noir (39%) e Pinot Meunier (1%). La composizione del terreno è costituita da calcare, marna, sabbia e argilla su sottosuolo gessoso , un ottimo nutrimento per la vite a cui l’orientamento est/sud-est fa da compendio. Risalendo di qualche chilometro ci troviamo nella CÔTE de VITRY, situata a nord est rispetto alla Côte de Sezanne e, nelle scelte dell’azienda coltivata a Chardonnay per la sua totalità  (siamo vicini alla Côte des Blancs dove questo vitigno manifesta al meglio il suo potenziale), i terreni sono in prevalenza gessosi favorendo un buon drenaggio ed i vigneti volgono a sud/sud est. Approdiamo infine nella CÔTE DES BARS, parte meridionale e ultima della regione vinicola dove il Pinot Noir la fa da padrone con un carattere più forte, vigoroso e forse più rustico rispetto alla nordica Reims, facendosi marcatamente espressione del terroir. L’azienda assecondando l’inclinazione naturale, vi coltiva in prevalenza Pinot Noir  avvalendosi dell’ottima esposizione e di terreni composti da calcare e argilla, elemento quest’ultimo particolarmente idoneo per la creazione di vini da  uve a bacca rossa, infatti il vitigno qui viene utilizzato anche per la produzione degli Coteaux Champenoise, la denominazione che indica i vini fermi prodotti nella regione.

Il piccolo tour alla scoperta della famiglia Marcoult e dei territori di cui si fa promotrice attraverso i suoi vini è per il momento terminato. Nell’attesa della serata di Giovedi 11 maggio, ci prepareremo curiosando ancora per un po’ in questa magnifica terra con qualche curiosità, nel prossimo articolo, sui vini che avremo in degustazione!

Valentina Ricca