Un vino seducente che incanta da secoli gli edonisti e che appartiene da sempre alla ristretta classe di élite dell’enologia. FISAR Milano porterà lo Champagne a Milano nella serata di domani – giovedì 11 maggio – grazie alla presenza e al coinvolgimento dei produttori Florence e Julien Marcoult che avremo l’onore di avere ospiti e che condurranno insieme a noi la serata alla scoperta dell’azienda vitivinicola Michel Marcoult Père & fils, Recoltant Manipulant. Il loro racconto sarà accompagnato dalla Degustazione degli Champagne in abbinamento al risotto e alla charcuterie che delizieranno i nostri palati.

LA NASCITA DELLO CHAMPAGNE – In molti rivendicano la primogenitura del primo Spumante, e la sua storia è senz’altro frutto di grandi casualità storiche e incredibili intuizioni, ma la leggenda vuole che sia stato il monaco benedettino Pierre Pérignon, appassionato di viticoltura e dedito alle vigne dell’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers a nord di Épernay, ad aver inventato nella seconda metà del ‘600 la cuvée, vinificando separatamente le uve da Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay che avevano tempi di maturazione diversi e caratteristiche differenti in termini di acidità e freschezza. Certo è che lo Champagne prodotto ai tempi di Dom Pérignon non era brillante così come siamo abituati a conoscerlo oggi poiché caratterizzato da un certo intorbidimento frutto dalla rifermentazione in bottiglia. Bisognerà, infatti, attendere i primi del ‘800 quando la celebre ed intraprendente Madame Clicquot (vedova Ponsardin a soli 27 anni e nota ai più come Veuve Clicquot) insieme al suo cantiniere metterà a punto la table de rémuage, antenata delle odierne pupitre, gli appositi cavalletti in legno dove deporre le bottiglie rovesciate per agevolare il deposito dei residui della rifermentazione nel collo.

ZONE DI PRODUZIONE – Il più celebre vino spumante del mondo deve la sua qualità, la sua eleganza e la sua indiscussa classe alla zona in cui viene prodotto: la Champagne. È infatti innegabile che il vantaggio offerto dalle condizioni ambientali e climatiche della Champagne costituisca un fattore determinante di primaria importanza. La denominazione AOC Champagne definisce il metodo di produzione e le zone di produzione le cui aree principali sono:

  • CÔTE DES BLANCS: territorio a sud di Épernay dove lo Chardonnay trova la sua massima espressione. In questa zona prevalgono i Blancs des Blanc, ovvero champagne a base di Chardonnay in purezza;
  • MONTAGNE DE REIMS: colline comprese tra Épernay e Reims, dove domina il Pinot Nero;
  • VALLÉE DE LA MARNE: da Château-Thierry a Épernay dove domina il Pinot Meunier.

VITIGNI – È stata la natura del terroir a guidare la scelta dei vitigni più adatti. La legge del 22 luglio 1927 definisce quali sono ammessi: oggi, il Pinot Noir e il Meunier (entrambi a bacca nera), insieme con lo Chardonnay (uva a bacca bianca) sono i vitigni di gran lunga più diffusi, mentre l’Arbanne, il Petit Meslier, il Pinot Blanc e il Pinot Gris (tutti a bacca bianca), sebbene anch’essi autorizzati, rappresentano meno dello 0,3% del totale.

  • Chardonnay: utilizzato in assemblaggio o in purezza per il Blanc de Blancs, dà luogo a vini freschi giovani e, invecchiando, di grande complessità; si tratta di vini eleganti, morbidi, floreali e minerali. Lo Chardonnay rappresenta il 28% della copertura media ed è presente in Côte des Blancs e in Côte de Sézanne.
  • Pinot Noir: utilizzato per lo più negli uvaggi oppure come unico protagonista nei Blanc de Noirs, è il vitigno più coltivato in Champagne con un 38% di copertura media (il 40% nelle Montagne di Reims e l’87% in Côte de Bar); dà forza, finezza, mineralità e carnosità dati dalla potenza del frutto.
  • Pinot Meunier: fa parte della Famiglia dei Pinot e rappresenta una mutazione speciale del Pinot Nero spesso usato negli uvaggi, con un 34% di copertura media del territorio della Champagne (il 60% presente nelle Vallée de la Marne), aggiunge una nota fresca e vegetale

DISCIPLINARE – CAHIER DE CHARGE – Delimitata da una legge del 1927, l’area di produzione a denominazione Champagne (AOC) si estende per poco più di 34.000 ettari sul territorio francese, a circa 150 chilometri da Parigi, e comprende 319 cru (ossia comuni) in cinque dipartimenti: la Marne (67%), l’Aube (23%), l’Aisne (9%), la Haute-Marne e la Seine-et-Marne.

  1. Coltura: Il decreto del 22 luglio 1927 definisce che sui 34.000 ettari a denominazione, 31.000 sono piantati a vigna. Il diritto dei reimpianti si ottiene solo dopo aver precedentemente sradicato , all’interno della stessa azienda, un vigneto di superficie uguale;
  2. Vendemmia: il diritto alla denominazione «Champagne» può essere applicato soltanto ai vini ottenuti entro il limite della resa massima per ettaro, fissata ogni anno dal Decreto Ministeriale.
  3. Pressatura: in fase di pressatura, da ogni partita (detta Marc, corrispondente al carico di una pressa da 4.000 chilogrammi), che è l’unità tradizionale di pressatura, è possibile ricavare solo 25,50 ettolitri di mosto, frazionati in 20,50 hl che costituiscono la cuvée e i successivi 5 hl della cosiddetta taille. La cuvée, ossia il succo più puro estratto dalla polpa, ricco di zuccheri, acido tartarico e acido malico, dà luogo a vini di grande finezza, dagli aromi eleganti, sottolineati da una buona freschezza al palato e con una maggior attitudine all’invecchiamento. La taille, anch’essa ricca di zuccheri, ma con meno acidi e più sali minerali (soprattutto potassio) e materia colorante, produce vini dagli aromi intensi, più fruttati in gioventù, ma meno longevi.
  4. Spumantizzazione: il disciplinare definisce l’obbligo della seconda fermentazione in bottiglia, regolamenta il liqueur de tirage e d’éxpedition e il grado alcolico (10° per i non millesimati, 11° per i millesimati). Inoltre l’acidificazione è severamente regolamentata e l’anidride solforosa non deve superare i 200 mg per litro. Il disciplinare impone un periodo di maturazione in cantina di 15 mesi, di cui 12 sui lieviti (sur lies) per i vini non millesimati e di 36 mesi per i millesimati, a partire dalla data di imbottigliamento. Di fatto, la maggioranza degli elaboratori prolunga questo periodo minimo di qualche anno.

I VINI IN DEGUSTAZIONE – Saranno 5 Champagne in degustazione nel corso della serata. Ecco qui di seguito un breve accenno per ciascuno di loro:

  1. Tradition Brut: è la cuvée storica della maison a base di 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero. Colore: Oro chiaro. Effervescenza: leggera e fine. Esame olfattivo: naso aperto e ampio con note di albicocca, prugna, anice fresco e frutti rossi (fragola e ciliegia). Esame de gustativo: l’ingresso in bocca è setoso e rivela le note aromatiche caratteristiche di questo Brut Tradition.
  2. Rosé Brut Cuvée Rose des Vignes: Uvaggio di Pinot Nero e Chardonnay. Colore: riflessi rosa salmone. Esame olfattivo: sentori di frutta delicati, con una dominante di fragola e amarena, poi lo champagne si apre su note di marshmallow, fragola schiacciata e albicocca. Esame degustativo: ingresso in bocca di bacche rosse (fragola e lampone) e a seguire un viraggio verso aromi di pasticceria e un finale di ciliegia sciroppata.
  3. Blanc de Blancs Brut Cuvée Francis: 100% Chardonnay nella sua finezza.Colore: dorato cristallino. Esame olfattivo: il suo profumo delicato esala sentori di pompelmo, note burrose e vanigliate che evolvono in nocciole e praline. Esame degustativo: al palato, l’attacco è equilibrato e morbido, poi si estende su note fruttate e speziate che ricordano cannella e garofano. Sul finale è piacevole, morbido e piacevolmente persistente e si percepiscono accenti di frutta candita finali. Abbinamenti suggeriti: carpaccio di salmone o un accostamento audace agli asparagi, prosciutto crudo aceto balsamico.
  4. Blanc de Blancs Brut “Les Macrêts”: tutta la delicatezza dell’affinamento in barrique che si sposa agli aromi sottili dello chardonnay in purezza. 100% Chardonnay da vecchie vigne, selezione parcellizzata dalla parcella “Les Macrêts”, di maggior complessità grazie all’uso del legno (l’invecchiamento – infatti – avviene in botti di rovere con un’elaborazione all’“ancienne”). Esame olfattivo: vaniglia, note tostate e sentori di moka si fondono bene a prugna e pesca. Esame degustativo: ingresso vivace, equilibrato; le note di prugna sotto spirito si esprimono pienamente e sono completate da note speziate quali la cannella e i chiodi di garofano con un finale di frutta candita.
  5. Blanc de Noirs “Les Carabins”: 100% Pinot Nero che proviene esclusivamente dalla parcella “Les Carabins” e presenta la tipicità dell’essere affinato in barrique di legno di acacia. Pinot noir in purezza affinato in botti di acacia; elaborazione all’“ancienne”. Esame visivo: giallo oro con riflessi ramati tipici di Pinot Noir. Esame olfattivo: il naso è potente, con note di frutta candita, fiori, miele, grafite, abbastanza rappresentativo della vinificazione in acacia. Esame de gustativo: ingresso ampio, con note di boisé a trama acida e un sentore di legno affumicato. La vinificazione senza fermentazione malolattica conferisce al vino un interessante telaio acido, che concede un finale lungo e piccante. Il vino chiude con frutta dolce, liquirizia e agrumi canditi. Questo vino ricco e strutturato rappresenta un buon alleato per gli abbinamenti. È infatti, addirittura, possibile accostargli un salmone “gravlax” (marinato alla svedese con sale, zucchero ed aneto), animelle di vitello caramellate o selvaggina.

AGENDA DELLA SERATA: Nel corso della serata (le cui prenotazioni sono andate sold out a pochissime ore dall’apertura iscrizioni) territorio e degustazione si fonderanno con la cultura, la tradizione e la lingua originale del produttore, L’evento sarà articolato, prevedendo interventi introduttivi e conclusivi in italiano e “inserti” in lingua francese, supportati dalle slide con testi in italiano. Gli Champagne verranno raccontati dal produttore e dai nostri Sommelier. Essendo presente il distributore del produttore, sarà anche possibile prender contatti ed effettuare piccoli acquisti.

  • ore 20.00: Accoglienza partecipanti;
  • ore 20.15: Inizio della serata;
  • ore 20.30: La Champagne;
  • ore 20.45: Presentazione del produttore e degustazione Tradition Brut, Rosé Brut e Blanc del Blancs Brut Cuvée Francis;
  • ore 21.45: Intemezzo culinario con risotto e charcuterie;
  • ore 22.10: Degustazione Blanc de Blancs Les Macrêts e Blanc de Noirs Les Carabins;

Vi aspettiamo domani, Giovedì 11 maggio, presso l’AC Hotel in via Via Tazzoli 2 a Milano.

Laura Grossi