Chardonnay Italiani e Chardonnay Francesi, chi li produce meglio?! Lunedì 29 Maggio nella serata organizzata da FISAR Milano scopriremo l’origine e le peculiarità di uno dei più grandi vitigni a bacca bianca del mondo e ne apprezzeremo le migliori espressioni attraverso la degustazione di 8 etichette, 4 dall’Italia e 4 dalla Francia, con una sfida all’ultimo calice tra i vini nazionali e quelli transalpini. Dopo l’incontro, per ora virtuale, con i vini italiani in degustazione, scopriamo alcune anticipazioni in merito alle sorprese che ci riserverà la Francia!

CHARDONNAY – È uno dei più grandi vitigni a bacca bianca del mondo, coltivato nel luoghi più disparati del pianeta. Originario della Borgogna (il suo nome deriva da Chardonnay, l’omonimo paese del Mâconnais in Borgogna), da dove si è diffuso progressivamente in tutto il mondo dalla fine del XIX secolo, ha un’incredibile varietà di componenti aromatiche che emergono in modi diversi a seconda dei terreni e dei climi dove viene coltivato. Rappresenta l’ingrediente essenziale dei migliori spumanti del mondo e ha grandi capacità di invecchiamento. Italia e Francia vantano entrambe una lunga e importante tradizione nella coltivazione di questo vitigno.

CARATTERISTICHE VARIETALI – Foglia: media, intera, ondulata e liscia; Grappolo: medio-piccolo, compatto a forma cilindrico-conica, con a volte due ali poco pronunciate; Acino: piccolo, sferoide Buccia: sottile e pruinosa, di colore verde-giallo; Coltura ed allevamento: Il vitigno Chardonnay predilige terreni collinari, preferibilmente argilloso-calcarei, climi temperati o caldi, anche se dà ottimi risultati anche in zone fresche e ventilate; Caratteristiche produzione: La vigoria dello Chardonnay è elevata, la produttività regolare e abbondante; Caratteristiche vino: Dalle uve di Chardonnay si possono ottenere vini sia fermi che frizzanti o spumanti, con elevata gradazione alcolica e buona acidità. Il vino è giallo paglierino non particolarmente carico. Al naso è caratteristico, delicato e fruttato (frutta tropicale, ananas e banana in particolare), in bocca elegante e armonico. Se invecchiato assume note di frutta secca.

LA DEGUSTAZIONE – Durante la serata potremo capire come terreno, esposizione e tecniche di affinamento rendono questo vino unico e peculiare mettendo a confronto 4 Chardonnay Italiani e 4 Chardonnay Francesi. La serata sarà condotta dai nostri Sommelier che guideranno la degustazione e racconteranno i vini facendone emergere le caratteristiche distintive. In ITALIA proveremo Chardonnay da Valle d’Aosta, Alto Adige, Friuli e Abruzzo e precisamente: Maison Anselmet Chardonnay (Vallé d’Aoste DOC) 2015, Tenute Lageder Gaun Chardonnay (Sudtirol-Alto Adige DOC) 2013, Lis Neris Jurosa (Friuli Isonzo DOC) 2012 e Marina Cvetic Chardonnay (Colline Teatine IGT) 2010. Mentre per la FRANCIA ci concentreremo sulla Borgogna, la patria del vitigno, analizzandone 3 zone diverse, quali il Beaujolais, lo Chablis e il Mâconnais (Saint Veran) per concludere con un outsider prodotto dalle selezione delle migliori uve dell’intera regione. Scopriamo nel dettaglio i vini francesi che degusteremo a confronto con quelli italiani.

GEOFFRAY CHATEAU THIVIN CLOS DE LA ROCHEBONNE (BEAUJOLAIS BLANC) 2015 – Il Castello Thivin – Claude Geoffray si trova nella zona più antica della Côte de Brouilly nel cuore del Beaujolais. Nello Château Thivin si respira un’atmosfera particolare, quella di un castello di piccole dimensioni, con tetti di tegole smaltate, incastonato sulla collina di Brouilly e circondato da viti. Questo Clos del XVI secolo è costituito dalle famose “Pierres Dorées” (pietre dorate calcaree) che caratterizzano questa regione meridionale del Beaujolais, che da sempre è storicamente legata allo Château de Rochebonne situato nella parte superiore del villaggio di Theizé. Il terreno è argilloso-calcareo (terreno prediletto per la coltivazione dello Chardonnay) e l’esposizione dei vigneti è a est, il che conferisce al vino una spiccata freschezza. Questa parcella è coltivata nel modo più naturale possibile, secondo i criteri dell’agricoltura biologica: le erbacce vengono rimosse mediante aratura e il terreno tra i vigneti viene lasciato inerbito. Vinificazione: dopo una leggera chiarifica a freddo, il vino viene affinato in botti; sia la fermentazione che l’affinamento avvengono sulle fecce fini per 8 mesi. Caratteristiche organolettiche: questo vino si rivela dopo almeno un anno di affinamento in bottiglia ed esprime sentori che ricordano un bouquet di fiori bianchi e frutta con nocciolo (come albicocche o prugne). In bocca, è caratterizzato dalla sua freschezza, ma l’invecchiamento conferisce più morbidezza e un finale rotondo. La temperatura di degustazione si deve aggirare tra i 12° e i 14°.

DOMAINE JEAN DAUVISSAT HOMME MORT CHABLIS PREMIER CRU 2014 – La famiglia Dauvissat è proprietaria di questo Domaine dal 1899. Questo vigneto di famiglia copre più di 9 ettari, coltivati con viti di età tra i 20 e i 40 (50 anni per la Cuvée “Vieilles Vignes”). La cantina, che si trova in una casa del XVII secolo (ex canonica Petit Pontigny), è stata ampliata nel 1980 e conserva i vini prodotti a una temperatura media tra i 10 ° e i 15° sia in estate che in inverno. Lo Chablis Premier Cru Homme Mort è uno dei quattro «lieux-dit» (località denominate) della denominazione Chablis Premier Cru Fourchaume. Di color giallo brillante, si apre al naso con note di frutta gialla mescolata a lievi sentori mielati (13% vol in alcol). L’attacco al palato è potente ma si sa ammorbidire in bocca. Questo vino viene affinato per 18 mesi in barrique il che apporta una buona complessità aromatica, ma il tocco “boisé” è estremamente discreto. Questo vino è dotato di una buona persistenza. Gli abbinamenti suggeriti sono ostriche, spigola alla griglia e altri piatti di pesce.Si sposa anche bene con i funghi.

NADINE FERRAND SAINT-VERAN 2014 – Domaine Nadine Ferrand perpetua dal 1984 la tradizione enologica della famiglia da quattro generazioni. Nel corso degli anni si è trasformata e si è sviluppata annettendo altri terreni fino a raggiungere una superficie complessiva di 10,5 ettari, nel cuore del Pouilly Fuissé. Le denominazioni da loro prodotte sono: Pouilly Fuissé, Saint Véran, Mâcon Solutré Pouilly, Mâcon Village, Mâcon Blanc. In vigna sia in cantina i produttori si sforzano di migliorare giorno per giorno le tecniche di vinificazione e la recente costruzione di una nuova cantina di ultima generazione ha permesso loro di combinare modernità e tradizione per produrre vini dal gusto unico. I terreni sono argilloso-calcarei e il vigneto si trova su un versante ripido orientato a est / sud-est tra i 250 e i 300 metri di altitudine. Le vigne hanno circa una media di 30 anni di vita. La Vinificazione di questo vino è tradizionale con in vasche di acciaio inox e la decantazione in vasche a temperatura controllata. Molta attenzione viene data al controllo della temperatura durante la fermentazione. I travasi e gli assemblaggi vengono realizzati a fine aprile e l’imbottigliamento tra aprile e settembre. Di colore giallo dorato chiaro, al naso è molto intenso ed emana aromi di pesca, mela e pera con un tocco di limone. Si percepisce un primo tocco di mandorla e poi sentori di limone, ananas che lasciano un tocco di leggera acidità in bocca. Tra gli abbinamenti migliori si prediligono: pesce, crostacei, pollame, salumi e formaggio di capra.

REGNARD RETOUR DES FLANDRES BOURGOGNEAOC 2012 – La Maison Régnard è una delle più antiche e prestigiose cantine della Borgogna che si contraddistingue per la qualità dei suoi cru situati nella zona del Pouilly Fuissé, nell’antico e storico Clos du Pavillon. Fondata nel 1860, possiede svariati appezzamenti nella regione del Mâconnais, ossia la zona più a sud della Borgogna, nei quali produce alcuni dei migliori Chablis del mondo. Il cuore pulsante della maison è l’appellation Pouilly Fuissé AOC con il centro operativo ancora radicato nello storico Clos du Pavillon, le cui cantine risalgono al 1755. Nel 1984 la maison fu acquisita dalla famiglia De Ladoucette, che restaurò il castello e e le vigne, tra cui 7 classificate come Grand Cru, innovando i processi produttivi pur rimanendo sulla scia dello stile tipico della cantina. Quest’ultimo prevede dei vini caratterizzati da grande eleganza e da un passaggio in legno misurato, che non prevarica le caratteristiche peculiari dei singoli crus. Questo vino dalla spiccata freschezza e mineralità viene prodotto solo nelle grandi annate e nasce da una selezione accurata dei migliori Chardonnay della regione. Vendemmiato manualmente, la fermentazione alcolica viene svolta in tini d’acciaio termoregolati, mentre la fermentazione malolattica avviene per 2/3 in tini d’acciaio e per 1/3 in legno. Di colore giallo paglierino intenso, al naso presenta le classiche note esotiche e di frutta gialla emanando evidenti aromi di frutti e fiori bianchi tra cui la pera, la mela e l’acaia. Al palato si rivela fresco, di bella ampiezza e ben strutturato con un’ottima armonia ed equilibrio confermati dai retrogusti di miele e di burro. Il finale è intenso e persistente. Per quanto riguarda gli abbinamenti, si presenta perfetto con piatti non troppo impegnativi come carni bianche, il petto di pollo in salsa di limone e mandorle ed è perfetto per accompagnare un aperitivo estivo (13% Vol. in alcol).

La serata prevederà la degustazione delle 8 etichette sopracitate (accompagnata da stuzzichini) con presentazione dei produttori e dei territori. Ora che abbiamo conosciuto un po’ meglio anche i quattro vini francesi, non ci resta che aspettare Lunedì 29 Maggio (l’evento è sold out) quando, presso la sede di FISAR Milano in piazza Aspromonte, metteremo a confronto le due nazioni vinicole con i loro Chardonnay… E che la sfida abbia inizio!

Laura Grossi