“In Italia – dove sono stato a lungo confuso con il Pinot Bianco – mi troverete in ogni terra del vino e soprattutto in Friuli, Alto Adige, Trentino, Veneto, Sicilia”. Così Roberto Cipresso e Giovanni Negri danno voce al vitigno Chardonnay nel loro libro “Vinosofia”. E lo faremo anche noi di FISAR Milano il prossimo Lunedì 29 Maggio mettendo a confronto Chardonnay nostrani e Chardonnay d’Oltralpe che saranno protagonisti di una sfida all’ultimo sorso.

Partendo dalla Francia il nostro vitigno ha iniziato il suo viaggio per approdare in ogni parte del mondo e anche nella nostra penisola, grazie al suo essere versatile e adattabile; ogni zona, poi, ci mette del suo per donargli caratteristiche uniche a cui la mano del produttore dá le pennellate definitive. In vista della serata di lunedì, iniziamo a conoscere meglio i 4 Chardonnay Italiani e le quattro interpretazioni delle cantine produttrici dei vini che avremo in degustazione, iniziando dalle vette della Valle d’Aosta per poi giungere nel centro Italia.

 

MAISON ANSELMET CHARDONNAY Valle d’Aoste DOC 2015 Gli Anselmet coltivano dalla zona di Morgex fino a Chambave, da 600 a 950 m s.l.m abbracciando quindi un’eterogeneitá di vigne, terreni e vitigni che vanno dagli autoctoni agli internazionali. Come è noto in questa regione non sempre la lavorazione risulta facile, molti dei loro vigneti crescono su terrazzamenti con muri in pietra e la vendemmia è ovviamente manuale, a venire in aiuto è invece il clima secco con bassa piovosità, venti ed escursioni termiche. Lo Chardonnay presente alla serata, le cui uve provengono da due differenti parcelle Saint Pierre e Villeneuve, è coltivato ad un altitudine di 800/900 m. Le vigne sono state impiantate nel 1989 su terreni morenico-sabbiosi e allevate a cordone speronato, come il resto dei vitigni internazionali dell’azienda, con densità di impianto di 8.000-10.000 ceppi per ettaro. L’occhio di riguardo che gli Anselmet hanno  per il rispetto dell’ambiente fa si che vengano usati concimi e trattamenti organico naturali.Arrivata l’uva in cantina la fermentazione dura 10-15 giorni per poi passare all’affinamento in acciaio con batonnage. La produzione è calcolabile sulle 3.000-3.500 bottiglie. Alla degustazione si presenta inizialmente con aromi delicati di cenni floreali per poi rivelarsi nei fruttati melone bianco e mela renetta. Al palato rivela invece la sua anima montana con mineralitá e un’aciditá ben bilanciata per concludersi con la persistenza del finale.

 

TENUTE LAGEDER GAUN CHARDONNAY Sudtirol Alto Adige DOC 2013 Famiglia vinicola da sei generazioni con un’attenzione al mondo dell’arte e alla sua valorizzazione che spesso e volentieri trova un connubio con il vino e le esperienze ad esso legate, un approccio olistico che abbraccia anche principi di biodinamica, praticata in circa 50 ettari dei loro vigneti. Ed è proprio da questi 50 ettari, che proviene l’uva del secondo vino in degustazione da vigne coltivate secondo i metodi biologico-dinamici su appezzamenti selezionati. La posizione combacia con il conoide alluvionale di Magré e le viti crescono ad un’altitudine compresa tra i 230 e 250 m su terreni sabbiosi, ghiaiosi e calcarei, aiutate da un microclina caldo con provvidenziali escursioni termiche tra il giorno e la notte. Vendemmiate i primi di settembre le uve vengono pressate in maniera soffice per poi partire con fermentazione e affinamento su fecce fini per cinque mesi in acciaio e botti di legno. All’esame organolettico si avrà un vino dal profumo complesso che, partendo con un bouquet delicato, si aprirà ai frutti tropicali e note burrose, mentre in bocca sarà pieno e ampio pur mantenendo eleganza e armonia con buona freschezza e persistenza. Da sorseggiare abbinato ad antipasti, pesce, crostacei alla griglia o arrostiti, carne di maiale, vitello, pollame.

 

LIS NERIS JUROSA CHARDONNAY Friuli Isonzo DOC 2012 – Situata nella Valle dell’Isonzo tra il confine Sloveno a nord e la riva destra del fiune a Sud, l’azienda fa dei bianchi il prodotto di punta. La natura aiuta a rendere distintivi i loro vini con particolari elementi come i CLAPS, ciottoli che favoriscono l’incameramento del calore del giorno per poi rilasciarlo durante la notte, e la BORA il vento che aiuta la concentrazione aromatica e il bilanciamento degli acidi. Azienda anch’essa attenta al rispetto ambientale sia dal punto di vista della coltivazione che da quello del risparmio energetico. Il penultimo vino fa parte della linea “Selezioni”, le cui uve provengono dai vigneti storici, nel caso specifico siamo sulla riva destra del fiume Isonzo nel comune di San Lorenzo. Le viti crescono su un altopiano ghiaioso calcareo a 60 m s.l.m e hanno un’età media di 25 anni. Il sistema di allevamento è il Guyot con circa 5.200 viti per ettaro da cui si ricavano 50 hl/ha per una produzione di 25000 bottiglie. Le uve vendemmiate, dopo la pigiatura, vengono fatte fermentare in botti di rovere francese da 500 lt in cui avviene lo stesso affinamento sulle fecce fini per circa 11 mesi con frequenti batonnage, per poi proseguire in bottiglia per altri 12 mesi, acquisendo un potenziale di invecchiamento che va dai 6 ai 10 anni.

 

MARINA CVETIC CHARDONNAY Colline Teatine IGT 2010 – La linea Marina Cvetic nasce da un legame affettivo e lavorativo, quello tra Gianni Masciarelli l’innovativo fondatore dell’omonima maison che ha portato alla ribalta l’Abruzzo vinicolo e Marina Cvetic per l’appunto. Il cuore dell’azienda si trova a S. Martino sulla Marrucina, in provincia di Chieti, 300 ettari coltivati a vite e olio per un totale di 13 comuni posti su tutte e quattro le province abruzzesi. I vigneti, posti a diversi latitudini, si estendono quindi tra il mare e la montagna, a diverse altitudini con altrettanti differenti terreni e climi. L’ultimo degli Chardonnay d’Italia che avremo in degustazione, vincitore anche della Gold Medal nella competizione Chardonnay du Monde, fa parte della linea Marina Cvetich come prima accennato, nata nel 1991 e che si esprime in sei referenze tra vitigni internazionali e autoctoni. Situate a 350 m s.l.m nel comune di S. Martino e S. Marrucina, le vigne ventennali godono di terreni ricchi di fonti d’acqua e sorgive. I vigneti esposti a sud-est su terreni sabbioso argillosi sono allevati a cordone speronato e si trovano principalmente a ridosso dei boschi che diventano barriera naturale per venti e insetti. L’epoca della vendemmia è intorno a metà settembre e, dopo tale data, l’uva raccolta viene fatta fermentare in barriques nuove per poi passare all’affinamento sempre in legno e sui lieviti per circa 18 mesi con ulteriori 10/12 mesi in bottiglia prima dell’immissione al consumo. I vini cosi prodotti hanno un forte potenziale di invecchiamento presentando ad un esame organolettico sfumature che virano al dorato, bouquet intenso e complesso che va dal fruttato della nespola, alla banana matura, al floreale della ginestra fino alla nocciola tostata. Abbinabile ad un gustoso  fagottino di tartufo e porcini.

 

Dopo che avremo conosciuto qualche anticipazione anche sui vini francesi, non ci resterà che aspettare la sera di Lunedi 29 Maggio per poter mettere a confronto le due nazioni vinicole con i loro Chardonnay.

Valentina Ricca